L’American Council for an Energy-Efficient Economy (ACEEE) ha pubblicato l’Energy Efficiency Scorecard 2025, che classifica i 25 Paesi a più alto consumo energetico in base ai loro progressi nelle politiche e nelle prestazioni legate all’efficienza energetica. Questo report rappresenta un punto di riferimento globale, offrendo una panoramica completa dei progressi compiuti in termini di efficienza energetica, sia nella riduzione dell’intensità energetica sia nell’implementazione di politiche di supporto nei Paesi analizzati. Stabilisce inoltre un benchmark internazionale degli sforzi compiuti nell’ambito dell’efficienza energetica
Questa sesta edizione valuta 25 Paesi che insieme rappresentano l’83% dei consumi energetici globali, analizzandone le prestazioni su 38 indicatori. Dalla precedente Energy Efficiency Scorecard del 2022, i Paesi hanno compiuto progressi nella riduzione dell’intensità energetica e nell’introduzione di politiche di decarbonizzazione industriale nei settori edilizio e industriale. Tuttavia, il potenziale per ulteriori miglioramenti rimane ancora molto significativo
Per la seconda edizione consecutiva, la Francia si posiziona al primo posto tra i 25 Paesi analizzati, ottenendo un punteggio di 85,5 su 100. La Francia mantiene la sua leadership grazie ai risultati più elevati nei settori industriale e dei trasporti, mentre la Germania si distingue per i suoi forti impegni a livello nazionale e per la performance di punta nel settore degli edifici. A completare la top five troviamo Germania, Regno Unito, Italia e Cina, che con la Spagna condivide la quinta posizione
Molti Paesi europei, tra cui Regno Unito, Germania, Italia e Francia, hanno registrato una riduzione dell’intensità energetica industriale, mentre diversi Paesi asiatici — come Cina, India, Indonesia, Thailandia e Malesia — hanno mostrato una maggiore efficacia nel ridurre l’intensità energetica nel settore agricolo

Che cos’è l’International Energy Efficiency Scorecard del ACEEE?
Per elaborare l’Energy Efficiency Scorecard e definire la classifica, gli analisti dell’ACEEE hanno valutato i progressi di ciascun Paese in quattro settori: edifici, industria, trasporti e impegni nazionali, che includono obiettivi e politiche di efficienza energetica. Ogni Paese poteva ottenere fino a 25 punti per ciascun settore, per un totale massimo di 100 punti. La Scorecard attribuisce un peso maggiore alle politiche di efficienza energetica rispetto alle performance di efficienza energetica: i Paesi potevano ricevere fino a 59 punti per l’implementazione di politiche efficaci e fino a 41 punti per i miglioramenti della performance nella riduzione dell’intensità energetica attraverso misure di efficienza. Questa ponderazione riflette la maggiore disponibilità e coerenza dei dati sulle politiche rispetto ai dati sulle performance. Le metriche di performance sono state infatti più difficili da reperire, poiché non tutti i Paesi riportano i dati con regolarità. L’analisi si è basata su dati pubblicati e sul contributo di esperti esterni per colmare eventuali lacune
La Classifica Globale 2025: I Paesi più virtuosi e i cambiamenti più rilevanti
La Francia guida la classifica per la seconda edizione consecutiva
Come accennato in precedenza, la Francia guida la classifica per la seconda edizione consecutiva, totalizzando 85,5 punti grazie alle sue solide prestazioni nell’efficienza energetica industriale (24 punti), nei trasporti (17,5 punti) e all’elevato posizionamento nelle categorie edifici e impegni nazionali. Un altro elemento che rafforza il ranking della Francia è il suo forte impegno nell’attuazione di politiche che promuovono l’efficienza energetica a livello nazionale e in tutti i settori, con 57,5 punti ottenuti su un massimo possibile di 59.
L’eccellente performance della Francia nel settore industriale si basa su diversi pilastri, tra cui il punteggio più alto per l’intensità energetica industriale, gli accordi volontari di miglioramento delle prestazioni energetiche con i produttori, le politiche che incentivano la gestione dell’energia, gli investimenti in R&S manifatturiera e obiettivi chiari per la decarbonizzazione dell’industria. Nella categoria degli impegni nazionali, le strategie francesi di riduzione dell’intensità energetica sono sostenute da un’elevata spesa pro capite per l’efficienza energetica e le attività di R&S correlate, dall’introduzione di obiettivi efficaci di risparmio energetico e da investimenti continuativi attraverso crediti d’imposta e programmi di prestito
Germania, Regno Unito e Italia: le altre potenze europee
Il secondo posto nell’Energy Efficiency Scorecard 2026 è occupato dalla Germania, che ha ottenuto 82 punti e ha guadagnato una posizione, registrando un incremento positivo di +10,5 punti rispetto alla precedente edizione. Nel confronto tra Paesi, la Germania risulta la migliore nel settore degli impegni nazionali e in quello degli edifici. L’elevato punteggio negli impegni nazionali riflette risultati solidi nella riduzione dell’intensità energetica in tutti i settori, un’elevata spesa pro capite per l’efficienza energetica, la definizione di obiettivi chiari di risparmio energetico e l’attuazione di misure a sostegno della generazione elettrica
Il Regno Unito e l’Italia seguono rispettivamente al terzo e al quarto posto, con punteggi di 79,5 e 77,5. Il Regno Unito ha ottenuto il miglior risultato nell’efficienza energetica industriale con un punteggio di 24, mentre l’Italia si è posizionata nella top 10 grazie ai solidi risultati nell’efficienza energetica industriale e nel settore degli edifici. Tuttavia, l’Italia evidenzia alcune criticità negli impegni nazionali e nelle metriche dei trasporti, indicando un margine di miglioramento significativo
L’elevato posizionamento di Germania, Regno Unito e Italia — insieme al Paese leader, la Francia — è influenzato anche dai progressi compiuti da queste nazioni nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi fissati dal Green Deal europeo e dalla Direttiva sull’efficienza energetica.
L’ascesa importante della Cina al quinto posto
La Cina è passata dalla 9ª alla 5ª posizione rispetto al precedente report dell’Energy Efficiency Scorecard, ottenendo un punteggio di 72,5, pari a un incremento del 26%. Il punteggio della Cina è influenzato positivamente dai solidi risultati complessivi nel settore dei trasporti, grazie soprattutto ai notevoli progressi nelle vendite di veicoli elettrici (nel 2024 il 48% delle auto passeggeri vendute era elettrico) e all’ampio utilizzo del trasporto pubblico. Ha ottenuto punteggi elevati anche nel capitolo dedicato agli edifici, grazie alla bassa intensità energetica degli edifici commerciali e alle politiche obbligatorie di riqualificazione applicate agli edifici urbani. Dalla Scorecard 2022, la Cina ha inoltre ampliato i propri programmi di crediti d’imposta e prestiti per l’efficienza energetica a un maggior numero di settori, ha stipulato accordi volontari con i produttori e ha introdotto incentivi finanziari per promuovere l’efficienza energetica industriale, oltre ad aver adottato standard più rigorosi per i motori industriali
Stati Uniti: progressi offuscati dalla concorrenza globale
Come si posizionano gli Stati Uniti a livello globale in tema di efficienza energetica? Rispetto ai Paesi europei, gli Stati Uniti avanzano a un ritmo più lento. Sebbene abbiano registrato un aumento di 3 punti rispetto al report precedente, sono scesi di una posizione in classifica, collocandosi ora all’11° posto con un punteggio totale di 57, dietro Corea del Sud, Polonia, Giappone e Taiwan, che seguono i primi cinque Paesi. Il punteggio degli Stati Uniti risente delle scarse performance nel settore dei trasporti, dove hanno ottenuto solo 6 punti su 25, e delle criticità nel settore industriale, che richiede maggiori sforzi nel definire obiettivi di decarbonizzazione industriale, nell’introdurre l’obbligo di energy manager negli impianti, nel rendere obbligatori gli audit energetici e nel promuovere politiche che incentivino la gestione dell’energia
Per quanto riguarda gli impegni nazionali, gli Stati Uniti hanno ottenuto buoni risultati grazie alla loro misura di punta — l’Inflation Reduction Act del 2022, il più grande investimento del Paese in energia pulita e azioni per il clima. La legge prevede incentivi finanziari per la riqualificazione degli edifici, la decarbonizzazione dell’industria e l’acquisto di veicoli elettrici. Tuttavia, nelle politiche di efficienza energetica degli edifici, gli Stati Uniti non hanno ottenuto il punteggio massimo perché i codici energetici per gli edifici commerciali e residenziali vengono adottati a livello statale e locale, nonostante il Paese disponga di alcuni dei più avanzati modelli di codici energetici al mondo

L’impatto del Green Deal europeo sull’efficienza energetica
L’Unione Europea svolge un ruolo fondamentale nel promuovere i miglioramenti dell’efficienza energetica in tutti i Paesi membri. L’UE si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, con l’obiettivo a lungo termine di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Per guidare gli Stati membri verso questi obiettivi ambiziosi, l’UE ha istituito un solido quadro normativo e politico. Questo include il Green Deal europeo, che richiede ai Paesi membri di presentare piani integrati per clima ed energia che combinino efficienza energetica ed energie rinnovabili, e la Direttiva sull’efficienza energetica del 2023, che sostiene direttamente le misure di efficienza energetica e promuove il principio ‘energy efficiency first’ per massimizzare i risparmi energetici in tutti i settori.
Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna sono attuali Stati membri dell’UE, mentre il Regno Unito è un ex membro. Tutti e sei i Paesi si collocano nella top 10 dell’International Energy Efficiency Scorecard, a testimonianza della forte attenzione dell’UE verso politiche climatiche ed energetiche coordinate.
Capitolo industria: elettrificazione e decarbonizzazione come motori di crescita
Elettrificazione industriale: il percorso a costo più basso per la decarbonizzazione
Nel settore industriale, l’elettrificazione svolge un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione dei processi. Il report evidenzia che l’elettrificazione rappresenta spesso la misura a costo più basso e più efficiente per decarbonizzare il calore di processo industriale. Per quanto riguarda la metodologia di valutazione, il report ha introdotto diverse nuove misure per rappresentare in modo più accurato l’evoluzione delle migliori pratiche di efficienza energetica industriale. Gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione industriale — incluse le misure allineate ai target di net‑zero o carbon neutrality — hanno assegnato 2 punti, così come gli obiettivi di elettrificazione. Il consumo finale di energia industriale coperto da elettricità, calore di scarto e/o biocarburanti ha attribuito un massimo di 2 punti.
Punteggi pieni sono stati comuni tra i primi cinque Paesi per quanto riguarda gli obiettivi di riduzione dell’intensità energetica, le politiche che rendono obbligatori i sistemi di gestione dell’energia e i requisiti relativi agli energy manager. Le principali carenze emergono invece nella quota di consumo finale di energia industriale proveniente da alternative ai combustibili fossili. Questo indicatore confronta i Paesi in base alla percentuale di consumo finale coperto da elettricità, calore di scarto o biocarburanti. Un consumo più elevato di queste fonti indica una minore dipendenza da tecnologie basate sui combustibili fossili per il calore di processo e porta a un settore manifatturiero più efficiente, resiliente, affidabile e pronto per il futuro. Questo indicatore include anche la cogenerazione (CHP), la cui capacità installata era valutata nelle precedenti edizioni. Nella presente Scorecard, sono stati assegnati 2 punti per oltre il 50% del consumo finale proveniente da queste fonti alternative, 1,5 punti per oltre il 40% e 1 punto per oltre il 30%. In base a questa metodologia, solo Taiwan tra i primi cinque Paesi ha ottenuto il punteggio massimo, con oltre la metà del proprio consumo finale di energia industriale fornito da fonti alternative.
Sebbene le industrie leggere (come alimentare, bevande, chimica e carta) dispongano già di soluzioni di elettrificazione e di altre alternative ai combustibili fossili pronte per l’adozione, le opzioni tecnologiche stanno avanzando rapidamente anche per i sottosettori manifatturieri più difficili da decarbonizzare — tra cui i sistemi di recupero del calore di scarto — evidenziando un notevole margine di miglioramento in questo ambito.
Buone Pratiche: Taiwan, Germania e Francia
La top five nel settore dell’efficienza energetica industriale vede la Francia condividere il podio con il Regno Unito (24 punti), seguita da vicino da Italia e Taiwan (23,5) e dalla Germania (23). Esaminando le migliori pratiche adottate da questi Paesi, vale la pena evidenziare gli esempi virtuosi forniti da Taiwan, Germania e Francia.
Taiwan è riuscita a passare dal settimo al terzo posto grazie a una strategia di decarbonizzazione profondamente integrata, basata sulla cooperazione pubblico–privato e sulla smart manufacturing. Per mitigare l’impatto dell’aumento dei costi dell’elettricità per gli utenti industriali, il governo taiwanese offre incentivi per la riduzione dei consumi energetici e deduzioni fiscali sugli investimenti tecnologici che coprono dal 20% al 50% dei costi degli interventi. Inoltre, il Ministero degli Affari Economici di Taiwan collabora strettamente con le ESCO per supportare le aziende nell’implementazione di piani di efficienza energetica, e il Paese offre incentivi anche per il recupero del calore e del freddo di scarto.
La Germania è rimasta ai vertici — o vicino ai vertici — della sezione industriale dell’International Scorecard per diverse edizioni consecutive. Le sue iniziative includono le Energy Efficiency Networks, in cui gruppi di 10–15 aziende dello stesso settore condividono best practice e definiscono obiettivi comuni (Ministero Federale per gli Affari Economici e l’Energia, 2025). La Germania offre inoltre importanti incentivi finanziari — tramite sovvenzioni e prestiti a basso interesse — per le PMI che investono in tecnologie efficienti, comprese apparecchiature elettriche e soluzioni per il recupero del calore di scarto. Le aziende industriali tedesche sono tenute a rispettare specifici obiettivi di efficienza energetica previsti dalle normative nazionali sul clima.
Spesa nazionale per l’efficienza energetica: chi investe di più?
I livelli di spesa nazionale, così come classificati nell’Energy Efficiency Scorecard 2026, indicano quanto i Paesi diano priorità all’efficienza energetica attraverso i loro investimenti. La Germania occupa il primo posto, con 13,1 miliardi di dollari di spesa pubblica annuale dedicata all’efficienza energetica, seguita dalla Spagna con 10,5 miliardi di dollari, dal Giappone con 6,5 miliardi, dalla Turchia con 5,6 miliardi e dall’Italia con 3,8 miliardi.
Considerando la spesa pro capite, la Spagna è in testa con 216 dollari per persona, seguita dalla Germania e dagli Stati Uniti. L’Italia si posiziona al settimo posto, con 63 dollari pro capite.
La spesa per la ricerca e sviluppo nell’ambito dell’efficienza energetica, basata sui dati del 2023, ha raggiunto i 15,3 dollari pro capite in Canada, che si posiziona così al primo posto. Seguono la Spagna e la Francia (8,3 dollari), gli Stati Uniti (8 dollari) e il Regno Unito (4,5 dollari).
Raccomandazioni chiave per i decisori politici
Il report, che mostra i progressi delle performance e delle politiche di efficienza energetica nei principali Paesi del mondo, evidenzia sviluppi incoraggianti in diversi settori, con tutte le nazioni che registrano miglioramenti significativi in alcune aree e criticità in altre. Complessivamente, rimangono ampie opportunità di ulteriore avanzamento e l’ACEEE raccomanda le seguenti azioni per i decisori politici nazionali:
- Ridurre l’intensità energetica a livello nazionale e nei singoli settori, prendendo esempio dalle best practice dei Paesi che eccellono in questi ambiti. Ad esempio, l’intensità energetica agricola può essere ridotta seguendo il modello di diversi Paesi asiatici che coltivano principalmente colture a basso fabbisogno energetico e adottano tecniche di agricoltura di precisione, ottenendo così consumi energetici inferiori.
- Investire in programmi, ricerca e infrastrutture che promuovano l’efficienza energetica. Garantire un accesso globale a energia accessibile e sostenibile richiederà livelli più elevati di investimento in programmi di efficienza energetica, attività di R&S e infrastrutture a supporto del trasporto a basse emissioni. La Spagna rappresenta un esempio significativo: il governo nazionale ha stanziato 86 miliardi di euro (94 miliardi di dollari) per investimenti in efficienza energetica tra il 2021 e il 2030. Il Canada è il Paese leader per spesa pro capite in R&S sull’efficienza energetica, mentre gli Stati Uniti hanno investito circa il 20% del PIL industriale in R&S industriale nel 2024.
- Promuovere la riduzione della domanda energetica e il cambiamento dei comportamenti per contenere ulteriormente i consumi. Sebbene la riduzione dell’intensità energetica sia fondamentale, da sola non è sufficiente per raggiungere gli obiettivi nazionali di neutralità climatica. Ridurre la domanda di energia nei momenti di picco può aumentare la resilienza e l’affidabilità dei sistemi elettrici. I cambiamenti comportamentali da parte di cittadini e imprese possono contribuire a questi obiettivi adeguando le proprie abitudini per ridurre il consumo di energia.
I progressi incrementali non sono sufficienti
L’Energy Efficiency Scorecard 2025 evidenzia gli sforzi significativi compiuti da molti Paesi — in particolare dai leader — per avanzare sul fronte dell’efficienza energetica. Tuttavia, il miglioramento medio globale è ancora lontano dall’essere sufficiente per allinearsi agli obiettivi climatici internazionali. Rimane un chiaro divario tra gli impegni dichiarati a livello nazionale e le azioni concrete. Ampliare le misure di efficienza energetica è essenziale non solo per la mitigazione climatica, ma anche per ridurre le bollette energetiche, migliorare la competitività, rafforzare la sicurezza energetica e aumentare la resilienza industriale.
Colmare questo divario richiede politiche decisive supportate da una rapida diffusione di tecnologie consolidate. In questo contesto, Exergy è pronta a supportare Paesi e industrie nell’accelerare i loro percorsi di efficienza energetica e decarbonizzazione. Con un ampio portafoglio che spazia dai sistemi ORC per il recupero del calore di scarto alle pompe di calore di grande scala per l’elettrificazione del calore di processo, Exergy offre soluzioni ad alte prestazioni che riducono direttamente l’intensità energetica e le emissioni.
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